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L’isola di Barbana a Grado: oasi di silenzio

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Finchè c’è Barbana c’è speranza

Secondo la leggenda, il famoso santuario dell’isola di Barbana venne costruito per volontà del Patriarca di Grado Elia in seguito ad una terribile mareggiata avvenuta nel 582 d.C., mareggiata che trascinò un dipinto della Madonna ai piedi di una pianta di olmo radicata sull’isola. Da quel momento, l’eremita Barbano raccolse a sé una comunità di monaci che iniziarono ad animare l’isola.

Una volta scesi a terra, ci si sente accolti dall’ordine e dalla dedizione con cui ormai da secoli i Frati Francescani Conventuali prima e il piccolo ordine dei Frati Francescani Minori oggi si dedicano alla cura di questa piccola oasi di pace. In questa stagione pullulano i colori del gelsomino, delle violette e dei pini marittimi, sapientemente coltivati dalle mani di chi guarda al tempo senza scadenze.

Come raggiungere il Santuario

L’Isola di Barbana è collegata a Grado da un ottimo servizio di traghetti. Questo si prende all’incirca ogni ora-mezz’ora dal Canale della Schiusa: entrati a Grado, ci si lascia di poco alle spalle il centro storico, soffermandosi ad uno dei primi piccoli ponti levatoi della cittadina, la cui fermata si trova sulla sinistra. Il biglietto costa 6,00 Euro (andata e ritorno) e vengono offerte scontistiche per comitive e famiglie.

Finché c’è Barbana c’è speranza…

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