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Fred Jerbis: Federico, maestro del Gin Made in Friuli

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Siamo la regione del buon bere, ma oltre al Picolit e al Friulano c’è ben di più. Oggi voglio accompagnarvi alla scoperta di un marchio d’eccellenza, frutto del lavoro e della passione di Federico Cremasco, che oltre ad essere un grande esperto nel mondo dell’erboristeria e dei cocktail, è anche un gran personaggio che mi ha conquistata con il suo spirito, la sua grinta e le sue idee. Chiare, lungimiranti e decise, proprio come un buon Gin Fizz!

Ci racconti chi è Federico, alias Fred?

Sono un barman che ha fatto della sua più grande passione, lo studio delle erbe in un’ottica di tradizione e modernizzazione, un progetto di vita. Mi piace sperimentare nuovi abbinamenti, rinnovando i gusti del passato e fondendoli in nuovi e originali accostamenti.

Sono anche un erborista, curo e coltivo piante nella mia terra, consapevole che con pazienza, attenzione e metodo questa sappia regalarci prodotti di eccellenza.

Qualche anno fa ho deciso di affiancare alla mia attività di barman quella di imprenditore, iniziando a coltivare erbe botaniche e spezie, con le quali ho iniziato un percorso formativo per apprenderne le molteplici caratteristiche e peculiarità.

Come sei diventato barman?

Semplice, o rimanevo davanti al bancone, o facevo della mia passione un lavoro, e così mi sono spostato nelle retrovie! In una terra come la nostra, dove la vita in bar occupa un ruolo importante, ho deciso di trasformare il mio tempo libero nel mia occupazione.

Tra gli obbiettivi che mi sono posto vi è quello di creare il primo Negroni, maestro dei cocktail italiani, con prodotti italiani ed artigianali. Tutti i nostri prodotti, infatti, cercano di differenziarsi dall’immaginario classico: sono intensi, complessi ed equilibrati allo stesso tempo.

Tutti i grandi artisti sono estrosi e scaramantici, e ci pare che tu non sia da meno…

Certo, e ne faccio un gran vanto! Ad esempio, il 7 è il mio portafortuna e tutto nel mio lavoro ruota attorno a questo numero. Non mi credete?

La somma dei numeri dei miei prodotti porta sempre a 7 (Gin43, Vermut25 e Bitter34), addirittura il diametro del tappo delle mie bottiglie misura 7 millimetri! Ah, e quest’anno (2017, per l’appunto!) ho in programma una lavoro dedicato ai recenti 70 anni dalla pubblicazione del primo erbolario italiano per me fonte di studio, scoperte e spunti. E potrei andare avanti con altri esempi!

Come hai iniziato?

Ho viaggiato molto, per lo più tra Italia e Spagna. Ho imparato che non solo ogni posto è diverso da un altro, ma anche che è il cliente a fare la differenza nel mio lavoro, rendendolo così sempre stimolante e in evoluzione.

“Le ricette non esistono”

Voglio evitare le standardizzazioni dei prodotti. Propongo al cliente cosa desidera, lo osservo e creo per lui un percorso sensoriale adatto alle sue esigenze, che lo appaghi e lo faccia uscire dal mio bar felice.

Passiamo ora alla tua creatura. Come nasce il marchio Fred Jerbis?

Fred Jerbis è un progetto che ha preso vita nel 2015. Esso comprende tre prodotti di altissima qualità, tutti Made in Friuli: un distillato GIN43 e due liquori VERMUTH 25 e BITTER34, tutti contraddistinti da un forte legame con il territorio. Al momento vendiamo all’incirca 10.000 bottiglie all’anno. E ci tengo a sottolineare (con orgoglio!) che fino ad ora la numerazione di ogni singola bottiglia è stata fatta a mano dal sottoscritto!

Fred Jerbis è nato nel 2011 nel mio laboratorio a Montereale Valtellina, luogo in cui faccio ricerca e sperimentazione. Il mio obbiettivo è da un lato creare nuovi abbinamenti e gusti, dall’altro riprendere antiche ricette e rinnovarle.

A scanso di equivoci: come lo dobbiamo pronunciare “Fred Jerbis”?

Come vi suona meglio, alla friulana, all’inglese, l’importante è parlarne!

Come avrete capito, il nome significa “Le erbe di Federico”. Ho voluto scegliere un nome di ispirazione friulana per dare risalto ed importanza al nostro territorio, fondamentale per la creazione dei miei prodotti e per me motivo di gran vanto.

Si presta il nostro territorio al tuo lavoro di ricerca e sperimentazione?

Il nostro territorio gioca un ruolo fondamentale in tal senso. I nostri prodotti sono tutti a km zero. La nostra forza è stata quella di aver intessuto e creduto in una rete collaboratori con micro produzioni che ci garantiscono sempre prodotti di qualità. Molte piante sono coltivate in modo biologico direttamente da me, le altre mi vengono fornite da coltivatori della provincia di Pordenone.

La distillazione avviene a Spilimbergo, mentre l’imbottigliamento a Trieste. Quindi, se escludiamo gli agrumi e il ginepro, comunque sempre italiani, possiamo affermare che i nostri prodotti sono tutti 100% friulani.

Raccontaci un po’ quali sono nello specifico i prodotti che fanno parte della linea Fred Jerbis

Come anticipavo, la mia linea comprende tre prodotti d’eccellenza: il Gin43, il Vermut25 e il Bitter34.

Il prodotto di punta è senz’altro il gin, indubbiamente uno dei prodotti più alla moda in questi ultimi anni. Non esiste un vero e proprio gin, ogni marchio nel mondo ha il suo ingrediente speciale che lo rende diverso e particolare rispetto agli altri. Il mio gin è composto da ben 43 erbe aromatiche tutte italiane. Abbiamo voluto creare un aroma intenso e amabile, e i sentori di ginepro, violetta, lavanda, agrumi e menta ne sono la prova!

Il vermut25 nasce invece dall’invecchiamento di un anno del verduzzo italiano fino alla sua trasformazione in un amabilissimo liquore. Ho voluto concepire un vermut più audace: 25 erbe botaniche e verduzzo del Collio per unire tradizione e innovazione. I sentori sono quelli dolci del marsala e dei frutti di bosco, che ho voluto accostare alle note amare della genziana e della corteccia di china.

Il bitter34, infine, nasce dalla fusione di 34 erbe botaniche equilibrate per creare un amaro profumato e rotondo. Genziana, angelica, assenzio, arancio e limone qui la fanno da padroni.

Quali i prossimi progetti e obbiettivi di Fred?

Al momento, assieme ai miei collaboratori stiamo lavorando alla pubblicazione di un volume che condensi quanto studiato e sperimentato negli ultimi anni. Dopo tanti viaggi ed altrettante soddisfazioni (da ultimo il primo premio per il miglior Gin al “Bellavita Expo” di Amsterdam nella categoria Beverage, nel quale concorrevano ben 300 gin) l’idea è quella di fermarmi per un po’ per poter continuare a studiare e sperimentare nel mio laboratorio. I progetti e le idee da sviluppare sono ancora tanti!

Com’è la vita del barman in Italia?

I barman italiani sono artisti e professionisti di livello. Peccato che il nostro mestiere, alle volte, venga limitato dall’eccessiva burocrazia italiana. I Paesi d’eccellenza nella cultura del barman sono gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, realtà che in questo senso fanno numeri importanti. Posso dire però, che noi li seguiamo senza affanno!

Al giorno d’oggi posso affermare che il mestiere del barman si sta evolvendo alla pari di quello dello chef, anzi, spesse volte i loro ruoli vengono invertiti e fusi. La cucina molecolare e le sue sperimentazioni, ad esempio, sono entrati nel mondo dei barman. Anche il barman ama sperimentare con strumenti nuovi e attrezzi un tempo tenuti lontani dal bancone. Si unisce ingredienti a strumenti prima non utilizzati. Si propone al cliente abbinamenti curiosi. Lo si stupisce!

Insomma, quello che manca ora è vederti all’opera! Dove e quando venirti a trovare?

Vi aspetto all’Hemingway Cocktail Bar di Polcenigo in Via San Giovanni 11, tutti i weekend.

Il locale porta l’allure e da molti verrà ricordato com il “Pinocchio”, famoso cocktail bar in voga negli anni ’90 (sì, quello coi 2.500 Pinocchi!).

Perché Federico ci è piaciuto…

Perché Federico ha le idee chiare, l’entusiasmo del leader, l’esperienza di chi sa creare prodotti di qualità in virtù non solo del talento ma anche dello studio e della totale dedizione. Perché Fred ha la mentalità dell’imprenditore che investe nel lungo termine per un prodotto e un marchio di qualità, e perché Federico non si tira mai indietro di fronte a un confronto esterno (ebbene sì, anche il nostro!).

Grande è la fortuna di colui

che possiede una buona bottiglia,

un buon libro, un buon amico. (Molière)

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