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Finché c’è Barbana c’è speranza…

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Premessa: questo post non parla di pellegrinaggi di fede, di contemplazioni mistiche o di una spiritualità scoperta. Trovo che la fede sia quell’intimo legame che in un modo o nell’altro ci ricongiunge a un angolo di serenità, ovunque pensiamo di poterla ri-trovare.

Mi sono pertanto avvicinata all’Isola di Barbana con lo scetticismo dei miei quasi trent’anni e la curiosità di un animo alla perenne ricerca di Vita, in tutte le forme in cui essa si può rivelare. Trascinata dall’entusiasmo di mia madre, ecco cosa quest’isola che conta meno di tre ettari e dista soli 5 km dalla terraferma di Grado mi ha rivelato.

3 motivi per ri-trovarsi all’Isola di Barbana, eremo di semplicità e bellezza

1. Le sue origini affondate nelle pieghe del mare

Secondo la leggenda, il famoso santuario di Barbana venne costruito per volontà del Patriarca di Grado Elia in seguito ad una terribile mareggiata avvenuta nel 582 d.C., mareggiata che trascinò un dipinto della Madonna ai piedi di una pianta di olmo radicata sull’isola. Da quel momento, l’eremita Barbano raccolse a sé una comunità di monaci che iniziarono ad animare l’isola.

Sempre secondo la leggenda, nel 1237 una terribile pestilenza afflisse la popolazione di Grado, che iniziò un pellegrinaggio alla Madonna di Barbana nella speranza che questa ponesse fine ai flagelli di quei tempi. Da quel momento ogni qualvolta si è manifestata una tragedia scampata, traghetti di fedeli accorrono a ringraziare la Madonna di Barbana.

Insomma, da quasi 1.500 anni questa piccola isola accoglie flotte di fedeli e curiosi che portano i propri pensieri e preghiere al Santuario della Beata Vergine Maria. Ciò che mi ha colpita, oltre alle numerose tele di voti lasciate da ex scampati a incidenti, accidenti e disgrazie, è stata la serenità e il “cuor leggero” trasparso negli occhi di chi saliva e scendeva il traghetto per l’isola. Persone probabilmente afflitte dalle mie stesse perplessità, curiosi e devoti incantati di fronte al potere catartico di quest’isola.

2. Parola d’ordine: Respira (e mangia) la Semplicità!

Quello che mi ha fin da subito lasciata di stucco di questo posto è quanto si sia riusciti a costruire a partire dalla semplicità. Nessun fronzolo in favore della sobrietà di gusto e animo. E così fin dal suggestivo viaggio in traghetto (che dura una ventina di minuti) la vista viene rapita dal mistico passaggio di gabbiani che scortano il viaggiatore alla sua meta. In lontananza l’imponente e maestosa cupola del Santuario dedicato alla Beata Vergine Maria.

Una volta scesi a terra, ci si sente accolti dall’ordine e dalla dedizione con cui ormai da secoli i Frati Francescani Conventuali prima e il piccolo ordine dei Frati Francescani Minori oggi si dedicano alla cura di questa piccola oasi di pace. In questa stagione pullulano i colori del gelsomino, delle violette e dei pini marittimi, sapientemente coltivati dalle mani di chi guarda al tempo senza scadenze.

La semplicità all’Isola di Barbana regna anche a tavola. Incuriositi dai tanti commenti positivi ricevuti da amici e colleghi, abbiamo deciso di lasciarci tentare dai profumi di mare del “Ristorante del Pellegrino”, senza venire affatto smentiti. Abbiamo infatti avuto modo di degustare un intero menu di pesce, sapientemente cucinato secondo le ricette gradesi (consigliatissimo il “brodetto alla gradese”, preparato con pesce rigorosamente appena pescato cucinato in umido) intrattenuti dalla compagnia di un buon bicchiere di vino e dalla squisita cortesia del personale, che con garbo e gentilezza ci ha fatti sentire di casa. Ovviamente in rigorosa semplicità!

3. Dove Mare e Natura sopravvivono ai frastuoni

Mi piacciono i rumori, le persone, la frenesia delle giornate intense e appaganti. Eppure tutti abbiamo bisogno di quell’ossigeno e quell’aria nuova che solo la natura sa regalarci.

L’Isola di Barbana si presta in tal senso alla perfezione per gli animi più stanchi o semplicemente più meditabondi. Complici il mare e quel profumo di salsedine che fa subito estate, i curatissimi giardini di pini marittimi, olmi, magnolie e prati in fiore, Barbana mi si è rivelata come quel luogo dove ogni cosa (animo compreso), se coltivata con costanza, mente aperta e dedizione, fiorisce. Grazie Barbana!

Quando e come raggiungere l’Isola di Barbana

L’Isola di Barbana è collegata a Grado da un ottimo servizio di traghetti. Questo si prende all’incirca ogni ora-mezz’ora dal Canale della Schiusa: entrati a Grado, ci si lascia di poco alle spalle il centro storico, soffermandosi ad uno dei primi piccoli ponti levatoi della cittadina, la cui fermata si trova sulla sinistra. Il biglietto costa 6,00 Euro (andata e ritorno) e vengono offerte scontistiche per comitive e famiglie.

Barbana si può visitare in tutti i periodi dell’anno. Per chi volesse immergersi e respirare l’aria di festa di quest’isola, consigliamo i tanti pellegrinaggi che si tengono nel periodo che va da maggio a settembre. Il più famoso è sicuramente il “Perdon di Barbana”, che si svolge ogni anno nella prima domenica di luglio e vede sfilare una processione di barche, guidate dalla “Battella”, in laguna in direzione Barbana. Suggestivi anche i pellegrinaggi che si svolgono al tramonto tra il 15 agosto e l’8 settembre di ogni anno, in occasione dell’Assunzione e della Natività.

Si dice che ogni persona è un’isola, e non è vero,

ogni persona è un silenzio, questo sì,

ciascuna con il proprio silenzio, ciascuna con il silenzio che è.

(J. Saramago)

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