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Chiare, fresche e dolci acque in Val Resia

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Questo post è dedicato a quanti credono che per fare un bagno d’estate si debba necessariamente andare al mare: ebbene no, l’alternativa esiste, anzi , vi dirò di più, il Friuli offre un ventaglio di proposte per un sano e refrigerante bagno estivo davvero ragguardevole! Oggi vi racconto la mia esperienza in Val Resia, una valle suggestiva e appartata situata nella parte Nord Orientale del Friuli, al confine con Austria e Slovenia, cuore del Parco Naturale delle Prealpi Giulie.

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Per questa sua posizione geografica speciale, a cavallo tra Alpi e Prealpi, la Val Resia vanta una biodiversità come poche vallate. Il pretesto  per visitarla è sopraggiunto durante una normale domenica di Luglio, le previsioni meteo annunciavano un innalzamento della colonnina di mercurio oltre i 35°;

Conoscevo la fama dei due torrenti principali della vallata, il Resia e il Barman

Le loro acque freddissime, ma pure e cristalline, scorrono tumultuose e testimoniano negli imponenti massi di roccia che attraversano l’esistenza di un antico ghiacciaio che scendeva dalla valle del Rio Barman fino ad ostruire la stessa Val Resia. Così mi faccio sedurre dal bizzarro nome di un dei tanti itinerari  che vanta il territorio, il sentiero Ta Lipa Pot, convinco i bambini ad un programma alternativo alla solita giornata al mare e …. partiamo!

Ta lipa pot, può sembrare un buffo scioglilingua, ma in realtà ha un significato che gli calza a pennello: nel dialetto resiano significa “il bel sentiero”

In realtà rappresenta un suggestivo tracciato circolare di circa 10 km che si sviluppa attorno alla frazione di Stolvizza.

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A proposito di dialetto, tutto in Val Resia ha una storia affascinante

In questa valle, che geograficamente si pone all’incrocio delle tre grandi famiglie linguistiche europee, il germanico, il romanzo e lo slavo, le genti (1.200 persone sparse in 7 villaggi della provincia di Udine) parlano una lingua protoslava e, insieme alle genti della Valle del Natisone e del Torre, denominano sé stessi la “Slavia friulana”! Una lingua affascinante da ascoltare e studiare: pensate che oltre 50 studiosi nel mondo si sono interessati per indagarne le origini e svelarne i misteri!

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Ma tornando alla nostra giornata, finalmente raggiungiamo il punto di partenza del sentiero: Stolvizza, piazza dell’Arrotino. Il percorso appassiona da subito i bambini: perfettamente segnalato, ordinato e pulito è davvero alla portata di tutti. Splendida le cascata “Po Tok”, il sentiero nel bosco di pini e faggi, l’incantevole vista sui monti Canin, Sart e Musi. Dopo una mezzo’oretta di cammino, raggiungiamo la “casa Resiana” un centro didattico e naturalistico (www.naturaforyou.it) che racconta ed educa alla montagna attraverso esperienze e itinerari didattici.

Poi ancora giù verso  l’abitato di Zamlin e il torrente Resia con le sue incantevoli passerelle: le acque fresche e cristalline hanno la meglio su tutto, perfino sull’appetito! Impossibile resistere alla tentazione di un tuffo…ed è subito gara!

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La ripartenza dopo la sosta al torrente

Dopo esserci rigenerati nelle fresche acque resiane, riesco faticosamente a convincere tutti alla ripartenza: le energie spese nei giochi in acqua ci costringono ad optare per il tratto breve di rientro del sentiero. Attraversiamo “Acchia” il piccolo pianoro destinato alla coltivazione di aglio e incontriamo dei giovani ragazzi intenti alla raccolta. La loro vista mi consola.

Dal 2004, infatti, l’aglio di Resia, Strok nell’idioma resiano, diventa Presidio Slow Food;

Lo si riconosce per la sua tunica rossastra e il suo particolare aroma dolce, privo del gusto acre dell’aglio comune. Coltivato con tecniche tradizionali, viene messo a dimora, rispettando il ciclo lunare nel mese di Novembre e raccolto durante la luna calante di Luglio.

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Guardo quei ragazzi, e penso alle nostre montagne, così ricche di valori e tradizioni, eppure così fragili e vulnerabili: mi piace pensare che quelle giovani mani immerse nella terra per estrarne il frutto siano un segnale di riscatto e di orgoglio.

Raggiungiamo nuovamente piazza dell’Arrotino a Stolvizza: stanchi ma appagati, ci sediamo sulla panchina per salutare una giornata e un luogo cui siamo grati. Per averci regalato un’esperienza semplice e autentica, immersi nella natura, in un tempo che fortunatamente, in certi luoghi, sa scorrere in modo ancora lento e sincero.

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